Recensione: “Dove la terra finisce e il mare comincia” di Chiara Alaia, a cura di Rossana Bizzarro

Dove la terra finisce e il mare comincia

Chiara Alaia

Editore: Il Seme Bianco
Collana: Magnolia
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 17 settembre 2018
Pagine: 168 p.

EAN: 9788833610665

Anita Cortese, giovane giornalista italiana, si trova in Portogallo per rintracciare la madre naturale, che non ha mai conosciuto. In una taverna di Porto la donna incontra Manuel Ferreira Arrìaga, un marinaio lisboeta in pensione, che ha perso sua figlia Paula in circostanze poco chiare. Manuel si propone di aiutare Anita nella sua ricerca e le offre ospitalità nella capitale. Nel frattempo Julio Fernandes, il detective incaricato del caso Arrìaga, sta indagando ostinatamente sulla morte di Paula, che è convinto non sia stata accidentale. Sospettando di Manuel, Julio avvicina Anita e stringe amicizia con lei. Mentre il destino intreccia storie e personaggi sullo sfondo suggestivo delle strade di Lisbona, Julio e Anita si avvicinano un passo per volta alla verità.

Camminava sulla sabbia a piedi nudi. Il vento le scompigliava i capelli e le sollevava a tratti il vestito leggero, scoprendo le gambe abbronzate. Con una mano si teneva fermo il cappello a tesa larga, che le riparava il viso dal sole, già alto nel cielo. Piccole onde si infrangevano sulle sue caviglie, terminando sulla riva in schiuma frizzante. Le guardava le spalle la scogliera puntellata di verde e di grotte, là dove la terra finisce e il mare comincia.

Prendendo spunto da una citazione del poeta Luis de Camões, Chiara Alaia intitola il suo romanzo d’esordio proprio così: Dove la terra finisce e il mare comincia. Si tratta inoltre di un ottimo esordio in quanto il lettore è affascinato e ammaliato dalla storia fin dalle prime pagine.

Anita, giornalista italiana, viene a conoscenza del fatto di essere stata adottata e di avere origini portoghesi. A rivelarlo è il padre adottivo, malato di Alzheimer.

Dunque si reca in Portogallo alla ricerca della sua vera madre, e incontra Manuel, un uomo che ha perso la figlia Paula in circostanze non chiare. Sulla sua morte indaga il detective Julio Fernandes, a cui poi Anita darà il suo aiuto. A questo punto la ricerca della madre biologica della ragazza si intreccia alla ricerca dell’assassino di Paula. È come se all’interno del romanzo si delineassero due storie parallele per poi incrociarsi e sfociare in un finale che soddisfi entrambe.

<<Non ci si uccide per amore… diceva Pavese: “Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità”>>.

Tutti i personaggi della storia sono ben definiti, delineati e descritti in tutti i loro aspetti: fisicamente, psicologicamente e caratterialmente.

Anita è una persona sincera, solare, chiara. Non esita a cercare sua madre anche se è combattuta e triste all’idea di dover lasciare per un po’ il padre solo, ricoverato in una clinica.

La protagonista intraprende soprattutto un viaggio interiore: è forte la voglia di conoscere la sua terra natia, le sue origini, i motivi per i quali la madre l’ha data in adozione. Nello stesso tempo però sa di dovere tanto ai suoi genitori adottivi in quanto oltre ad averla cresciuta, l’hanno sempre appoggiata e sostenuta.

Manuel è un uomo distrutto, è un padre che non si rassegna e non si perdona per non aver aiutato e capito sua figlia.

Julio è un detective deciso, coraggioso, un uomo che non rinuncia a cercare la verità, anche a costo di perdere il lavoro.

L’ambientazione è il Portogallo, in particolare Porto e Lisbona, e l’autrice è molto abile nel descrivere i luoghi, le persone e le strade in modo minuzioso e dettagliato, tanto da sentirne quasi gli odori e vederne i colori.

Le tematiche affrontate da Chiara Alaia sono varie e importanti: la ricerca delle origini, l’amore, la morte, il destino, il femminicidio, la fiducia e la vendetta.

Lo stile dell’autrice è scorrevole, fresco, semplice. La trama, pur essendo costituita da pochi colpi di scena, è comunque travolgente, cattura l’attenzione del lettore, il quale non riesce a smettere di leggere il romanzo perché curioso di arrivare alla fine e scoprire finalmente il colpevole.

Dove la terra finisce e il mare comincia è una lettura piacevole, che merita, tanto da sperare di leggere presto un altro romanzo di Chiara Alaia

<<Non temere, potrai sempre trovarmi da queste parti>>.

Manuel le lasciò andare la mano, la guardò un attimo ancora, poi riprese a camminare lungo la spiaggia.

Si voltò indietro solo una volta. Paula sollevò il braccio per salutarlo.

Lui si portò una mano alla bocca e lanciò un bacio nella sua direzione. In quel momento un raggio di sole illuminò il viso di sua figlia, e Manuel pensò che era davvero bella.

Tornò a guardare davanti a sé.

Si sarebbero rivisti, al momento giusto.

 

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